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BUNKER - Orto Botanico di Bergamo "Lorenzo Rota"



Video Memoria/4 e mostra Piante e Guerra
10 - 17 settembre 2006

Bergamo Alta - Sala Viscontea (Piazza Cittadella)
Inaugurazione sabato 9 settembre alle ore 18
Orario: lunedì-venerdì 15-18.30; sabato 19-24; domenica 10-13 e 15-19
Ingresso gratuito

Per informazioni: tel 035 286060, ortobotanico@comune.bg.it

Dopo il successo della prima uscita pubblica a Dalmine nel luglio scorso, culminata nella mostra dedicata alle “Bombe all’uncinetto” e al “video Mani”, Bunker si trasferisce in città con un singolare appuntamento espositivo in collaborazione con l’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”.
Dal 10 al 17 settembre nella Sala Viscontea di Bergamo Alta sono presentati in perfetta sinergia il Video Memoria / 4, una delle produzioni video del progetto Bunker, e la mostra Piante e Guerra organizzata dall’Orto Botanico.



VIDEO MEMORIA / 4



Il VIDEO MEMORIA / 4, realizzato dall’artista Laura Morelli e dal regista Alberto Valtellina, si propone di individuare la catena della memoria che parte dal testimone oculare e arriva all'ultima generazione, seguendo il modificarsi dei racconti legati al bombardamento di Dalmine del 6 luglio 1944 e ai rifugi antiaerei, il maggior lutto collettivo della bergamasca nel XX secolo.

I quattro monitor che compongono la videoinstallazione mostrano in contemporanea i membri di uno stesso gruppo familiare: uno alla volta raccontano, inquadrati nello spazio familiare della quotidianità la propria storia mentre gli altri sono in “fermo immagine”, perché la trasmissione della memoria porta in sé implicita la necessità dell’ascolto; lo schermo nero evoca l’assenza o la perdita di un anello della catena mentre lo schermo colorato di rosa o di azzurro suggerisce la presenza simbolica di un parente la cui testimonianza non è stata raccolta.
Alcuni degli intervistati hanno ricordi talmente vividi da ricostruire gli avvenimenti vissuti con un dettaglio quasi fotografico e rievocano le sensazioni delle ore passate nel rifugio antiaereo. Altri, come il vescovo di Bergamo Roberto Amadei, cercano a distanza di anni di dare una spiegazione dell’accaduto, o allargano la propria riflessione al dramma della guerra, pagato a caro prezzo dalla “povera gente”, nella consapevolezza che il racconto non è sufficiente per comprendere il dramma vissuto: bisogna “provare, sentire, vedere, esserci dentro”.
I figli, invece, sono cresciuti nel periodo della ricostruzione e non sempre sono i depositari dei racconti dei genitori, impegnati negli anni successivi il conflitto nella difficile impresa di “voltare pagina”. Ma c’è anche chi vive per ricordare, spiegando la propria necessità di conservare la memoria perché la “generazione di oggi” dimentica. I nipoti, poi, sono spesso gli uditori privilegiati delle storie dei nonni, che con l’avanzare dell’età hanno più tempo per dedicarsi al racconto, mentre i pronipoti sono ancora troppo piccoli per sapere, così le madri, raccontano loro “una storia” – la storia del bombardamento – cercando di non turbare i loro “sogni” di bambini. Chissà se il filo del ricordo arriverà alla quinta generazione?



PIANTE E GUERRA



La mostra PIANTE E GUERRA, a cura dell’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, indaga le conseguenze dirette che la penuria, le distruzioni e l’abbandono hanno sugli ecosistemi naturali e agricoli.

La stretta relazione di dipendenza tra l’esistenza umana e la vita degli organismi vegetali è infatti di acuta evidenza in occasione degli eventi estremi che causano la limitazione delle risorse. E la guerra è uno di questi eventi estremi.
Il tema è affrontato secondo tre punti di vista: gli orti di guerra, ovvero la rivalutazione di una pratica domestica di lontana origine che si basa sulla cura degli organismi vegetali; la fitoalimurgia ovvero l’utilizzo alimentare diretto in situazioni di emergenza dei vegetali cresciuti spontaneamente negli habitat naturali e antropici; gli effetti della guerra sugli organismi vegetali stessi, poco studiati e quasi sempre esclusi anche dai lunghi elenchi degli “effetti collaterali” tristemente noti.
Avvalendosi di documentazioni, immagini e testimonianze che avvicinano al tema, la mostra vuole porre in primo piano gli intrecci tra biografie e piante, fino a immaginare di dare voce alle piante stesse.
Quanto dovrà evolvere la specie umana perché divenga consapevole dell’assurdità insita nello spargimento di sofferenze umane e nella perseveranza delle distruzioni ambientali?
I botanici una certezza l’hanno, come ad Hiroshima, ogni volta sulle macerie ricominceranno a crescere le piante.



Bombe all’uncinetto + video Mani



1 – 16 luglio 2006
Inaugurazione: sabato 1 luglio alle ore 11
Dalmine - Nuova Biblioteca Civica, Piazza Matteotti
Orari: da martedì a venerdì: 18-22; sabato-domenica: 10.30-12.30 / 18-22
Ingresso gratuito

Gruppi di donne di Dalmine, Bergamo e provincia, lavorando insieme all’artista Laura Morelli, hanno realizzato all’uncinetto, a maglia e al tombolo, una serie di bombe di dimensioni e forme identiche a quelle sganciate su Dalmine nella seconda Guerra Mondiale. Ne scaturisce un vero e proprio cortocircuito con la storia, dove la trasparenza e la leggerezza di questi ordigni “di pizzo” costituisce l’approdo di un’ideale rielaborazione, tutta al femminile, del lutto e del dramma della guerra.
Laura Morelli e Monica Mazzoleni, poi, hanno ripreso il lavorio sapiente e febbrile delle mani delle donne intente a confezionare, punto dopo punto, i singolari ordigni, realizzando un video in progress dove al lavoro manuale si intrecciano le chiacchiere e i ricordi che accompagnano questa attività intima e allo stesso tempo condivisa.
In occasione della mostra di Dalmine, le “bombe all’uncinetto” saranno posizionate su un gigantescho foglio bianco sul quale saranno tracciati 424 riquadri, tanti quante furono le bombe sganciate su Dalmine. Bombe colorate, dunque, disposte su un suggestivo campo emotivo, sul quale i visitatori saranno invitati a lasciare scritte e disegni.



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